fbpx

Blog

Il crowdfunding per le imprese: nuova regolamentazione

Il Regolamento UE sul crowdfunding – approvato nell’ormai lontano 2020 dopo due anni di consultazioni al Parlamento Europeo – è ufficialmente realtà. Infatti, proprio il 10 novembre 2023 cadeva il termine ultimo concesso dall’Unione Europea alle piattaforme di crowdfunding dei vari Stati membri per adeguarsi alle norme. Il Regolamento è entrato in vigore, con l'obiettivo di armonizzare e semplificare le norme per i fornitori di servizi di crowdfunding per le imprese in tutta l'Unione Europea. Questo significa che le piattaforme di equity e lending crowdfunding devono ottenere una nuova licenza per operare in Italia e negli altri paesi membri, rispettando requisiti più severi in termini di trasparenza, sicurezza, conflitto di interessi e prudenza; vi è stata l’introduzione di un vero e proprio passaporto europeo, concesso alle piattaforme autorizzate per operare in tutti gli Stati membri.

 L’Italia era già all’avanguardia rispetto ad altri Paesi europei per quanto riguarda la tutela degli investitori in crowdfunding, ma le normative riguardavano soprattutto l’equity crowdfunding. Con il regolamento europeo, la tutela sarà ancora più stringente e anche il lending crowdfunding sarà sottoposto a una disciplina specifica, analoga a quella per l’equity in tutti i punti dove non indicato diversamente.  

Raggiungere l’impatto zero: una priorità fintech

La necessità di raggiungere lo zero netto non è mai stata così urgente come lo è oggi. La COP19 aveva gettato le basi per raggiungere questo obiettivo in tutti i mercati in tempi brevi, ma durante la COP28 si è visto che questo tema è ancora sul tavolo e sempre più improrogabile. Ma quanto sarà difficile per le aziende ridurre a zero le emissioni di carbonio? E quanto lo sarà per settori in crescita come il fintech?

Il raggiungimento dello zero netto delle emissioni di carbonio nelle fintech è un obiettivo ambizioso che richiede l’adozione di strategie innovative per ridurre l’impatto ambientale del settore finanziario.

Le fintech possono contribuire a ridurre le emissioni di carbonio in diversi modi, ad esempio:

Migliorando l’efficienza energetica dei sistemi informatici e riducendo il consumo di carta e di altre risorse materiali.

Promuovendo la trasparenza e la responsabilità sociale delle imprese, incoraggiando la divulgazione e la verifica delle informazioni ambientali, sociali e di governance (ESG).

Finanziando progetti e iniziative a basso impatto ambientale, come le energie rinnovabili, l’efficienza energetica, la mobilità sostenibile e l’agricoltura biologica.

Come si tassano gli investimenti finanziari esteri

Molto spesso al fine di tutelare al meglio il proprio patrimonio o per sfruttare possibili opportunità di guadagno si effettuano investimenti finanziari in paesi esteri.

Sul mercato esistono svariate opzioni di investimento all'estero che consentono di diversificare il portafoglio finanziario. Tuttavia, prima di effettuare un investimento finanziario all'estero è necessario essere a conoscenza delle eventuali ricadute fiscali a cui l'investitore va incontro.

Per investimenti finanziari esteri si intendono quelli che vengono effettuati in paesi diversi da quello di residenza fiscale del contribuente. Questi investimenti possono generare dei redditi, come interessi, dividendi, plusvalenze, che sono soggetti a tassazione sia nel paese di origine che in quello di residenza.

Per evitare la doppia imposizione, ovvero il pagamento di due volte le stesse tasse sui medesimi redditi, esistono due strumenti principali:

   Le convenzioni contro le doppie imposizioni, che sono accordi bilaterali tra due paesi che stabiliscono le regole per la ripartizione della potestà impositiva sui redditi transnazionali. Queste convenzioni seguono il modello OCSE e prevedono che i redditi siano tassati nel paese di residenza del beneficiario, con l’applicazione di un credito d’imposta per le imposte pagate nel paese di origine. In alcuni casi, le convenzioni prevedono anche delle aliquote ridotte o delle esenzioni per alcuni tipi di redditi.

Insurtech - come si chiude il 2023 in Italia

Nel 2023, il mercato insurtech globale ha registrato una crescita significativa degli investimenti, raggiungendo 1,39 miliardi di dollari nel primo trimestre. Anche in Italia, il trend è stato positivo, con 80 milioni di euro investiti nel solo terzo trimestre, contro i 60 milioni dei primi sei mesi e i 50 milioni di tutto il 2020. Quali sono state le novità più rilevanti di questo settore in rapida espansione? Vediamone alcune.

Crescita disciplinata e collaborazione con le compagnie tradizionali

Una delle tendenze emerse nel 2023 è stata quella della "crescita disciplinata" delle startup insurtech, che hanno cercato di ottimizzare le proprie strategie di acquisizione e di gestire in modo più efficiente le risorse disponibili. Inoltre, le compagnie più innovative hanno abbandonato l'obiettivo di sostituirsi completamente alle compagnie tradizionali, come abbiamo già detto in precedenti articoli, per iniziare invece a collaborare con loro, offrendo soluzioni complementari o integrative. Questo approccio ha permesso di creare sinergie e di sfruttare le competenze e le esperienze di entrambi gli attori, a vantaggio dei clienti finali.

Fintech, si è aperta la sperimentazione della sandbox regolamentare

Come noto, l’innovazione tecnologica sta cambiando l’intero settore bancario, finanziario e assicurativo, introducendo nuovi modelli commerciali, processi, prodotti e applicazioni.

La sandbox regolamentare è stata istituita con decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze 30 aprile 2021 n. 100 e permette ai soggetti intermediari vigilati e agli operatori del settore FinTech di sperimentare progetti relativi a prodotti e servizi tecnologicamente innovativi nel settore bancario, finanziario e assicurativo, beneficiando di un regime normativo semplificato o derogato, in via transitoria, in costante dialogo e confronto con le autorità di vigilanza (Banca d'Italia, CONSOB e IVASS), garantendo al contempo adeguati livelli di tutela dei consumatori e di concorrenza, preservando la stabilità finanziaria.

Per essere ammessi alla sperimentazione, gli operatori devono presentare una richiesta di ammissione alle autorità competenti, dimostrando che il loro progetto è significativamente innovativo, apporta valore aggiunto agli utenti finali o al mercato, è in uno stato sufficientemente avanzato e sostenibile da un punto di vista economico e finanziario. Nello specifico la domanda deve contenere una descrizione dettagliata del progetto, dei suoi obiettivi, della sua durata, del valore aggiunto atteso, dei motivi per i quali si richiede una fase di sperimentazione, nonché una descrizione degli elementi di novità; uno studio preliminare di fattibilità; una valutazione della sostenibilità economica e finanziaria o della copertura finanziaria; l’indicazione degli eventuali orientamenti di vigilanza o atti di carattere generale adottati dalle autorità di vigilanza di cui si chiede la deroga totale o parziale durante il periodo di sperimentazione; l’indicazione e la valutazione dei potenziali rischi e la specifica indicazione e descrizione delle adeguate misure che verranno adottate per presidiarli; gli specifici strumenti approntati a tutela degli utenti. Gli operatori possono anche richiedere eventuali deroghe normative nella fase di sperimentazione, purché sia rispettata la disciplina comunitaria e di rango primario.

I giovani e la conoscenza economica finanziaria: a che punto siamo.

L’Osservatorio Internazionale EduFin Pictet Asset Management ha da poco presentato i risultati della ricerca 2023 condotta su 5.000 persone, sia investitori finali con patrimoni finanziari da 10.000 euro a oltre 5 milioni di euro, sia studenti, universitari e over 25 che non hanno ancora investito i propri risparmi. L’indagine, che si svolge ogni anno, si rivolge a un campione di cittadini in Italia, Francia, Spagna, Germania e Regno Unito.

I risultati

In generale è emerso un crescente interesse per le tematiche finanziarie, con l’85% degli intervistati che ha dichiarato di essere molto o abbastanza interessato agli argomenti che attengono alla finanza, agli investimenti e alla borsa e una buona percentuale afferma che “sa di non sapere” e quindi vorrebbe aumentare le proprie competenze finanziarie. In particolare, chi ha risposto di avere un livello di conoscenza di economia e finanza basso, ma con la volontà di aumentarlo, è cresciuto dal 31% del 2021 al 39% del 2023.

Sottocategorie

Orari

 Lunedì - Venerdì
 10.00 - 13.00
 14.30 - 16.30