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L’impatto dell’AI nel Fintech e i vantaggi per il cliente

L’intelligenza artificiale (AI) sta avendo un impatto significativo sul settore fintech. Secondo un rapporto di Forbes, l’AI ha già trasformato i servizi finanziari e sta per rivoluzionare completamente il mondo dei pagamenti. L’AI viene utilizzata per una vasta gamma di scopi nel Fintech, tra cui la valutazione del rischio di credito, la rilevazione delle frodi, l’analisi dei dati dei clienti e la personalizzazione dei servizi finanziari per fornire un'esperienza più incentrata sul cliente.

L'esperienza del cliente comprende tutti i punti di contatto che questo ha con un'azienda, comprese le interazioni pre-acquisto, il processo di acquisto e l'assistenza post-acquisto.
Vediamoli:

  • Chatbot e assistenti virtuali

Le chatbot aiutano a gestire le richieste dei clienti e il supporto ad attività che vanno dalle richieste di prodotti alle domande sul saldo del conto e sulle transazioni ai pagamenti regolari delle bollette. Gli assistenti virtuali, d'altra parte, forniscono un supporto più personalizzato comprendendo esigenze e preferenze dei clienti. Ad esempio, un assistente virtuale può fornire consulenza sugli investimenti in base al profilo di rischio e agli obiettivi di investimento di un cliente.

Nuove frontiere assicurative: l’Instant Insurance

L’Instant Insurance è una polizza assicurativa che copre l’assicurato per un periodo di tempo limitato, solitamente da poche ore a pochi giorni. L’IVASS, l’Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni, la identifica come quell’assicurazione da 1 o massimo 7 giorni, di importo contenuto da attivare attraverso piattaforme tecnologiche. Questo tipo di polizza è utile per coloro che desiderano coprire un evento specifico, come un viaggio o un evento sportivo, senza dover pagare per una polizza assicurativa a lungo termine.

Tuttavia, i vantaggi dell’Instant Insurance possono variare a seconda del tipo di polizza e della compagnia assicurativa. Alcuni vantaggi comuni includono:

Copertura immediata: dopo la sottoscrizione, che avviene in modo digitalizzato da pc o smartphone, la copertura può essere attivata all’istante dopo il pagamento.

Flessibilità: l’assicurato può scegliere la durata della copertura in base alle proprie esigenze.

La dematerializzazione delle quote di SRL

La dematerializzazione delle quote di Srl è un processo che permette di trasformare le quote societarie da formato cartaceo a formato elettronico. Questo significa che le quote possono essere depositate su un conto titoli presso una banca e trasferite con facilità tra i soci o ad altri investitori. La dematerializzazione delle quote ha lo scopo di semplificare la circolazione delle partecipazioni societarie, incentivare la quotazione in Borsa delle piccole e medie imprese, e favorire l'accesso al mercato dei capitali.

Si tenga conto che fino al 2008 gli unici soggetti autorizzati a depositare gli atti di cessione di quote di SRL erano i notai. Con la L. n. 133/2008, invece, è stata introdotta una nuova forma di trasferimento delle quote sociali accanto a quella affidata ai notai, secondo cui l’atto di cessione delle quote di una srl può essere sottoscritto con firma digitale, registrato presso l’Agenzia delle Entrate e depositato, entro 30 giorni, presso l’ufficio del Registro delle Imprese nella cui circoscrizione è stabilita la sede sociale, a cura di un intermediario abilitato, munito della firma digitale e incaricato dai legali rappresentanti della società, generalmente il commercialista. Ciò vuol dire tempi burocratici lunghi e costi elevati.

Il DDL Capitali

La dematerializzazione delle quote introdotta dal DDL Capitali, approvato dal Consiglio dei ministri il 9 aprile 2023, prevede che le srl possano scegliere se far assumere o meno alle proprie quote la forma scritturale, cioè, dematerializzata. All’art 3 si parla della possibilità (quindi su base volontaria e non obbligatoria) di dematerializzare le quote delle Srl, come già previsto per altri strumenti finanziari. Per poter dematerializzare le quote, le srl devono emettere categorie di quote aventi valore nominale e caratteristiche standardizzate, in modo da renderle simili ai titoli azionari.

Vantaggi

La dematerializzazione delle quote comporterebbe diversi vantaggi per le srl, tra cui:

- Maggiore facilità di trasferimento delle quote, che potranno essere cedute con un semplice click dal conto titoli di un socio a quello di un altro.

- Maggiore attrattività per gli investitori, che potranno accedere alle quote delle srl con minori costi e tempi burocratici.

- Maggiore facilità di circolazione e dunque probabile aumento degli investimenti, in quanto le quote saranno corredate di codice Isin, ovvero il codice internazionale che identifica gli strumenti finanziari.

Tale possibilità, che ad oggi rappresenta una rivoluzione nel mondo delle srl, è stata chiesta a gran voce dai Venture Capital che auspicano che questo maggior dinamismo nella circolazione delle quote darà una ulteriore spinta agli investimenti in Startup e Pmi innovative. La semplificazione nella circolazione dello strumento finanziario favorisce infatti, anche la creazione di un mercato secondario su piattaforme digitali debitamente autorizzate dall’Autorità Finanziaria.

L’entrata in vigore di questo provvedimento rappresenterebbe, inoltre, un’occasione, forse irripetibile, per veicolare parte dei 2.000 miliardi di euro dormienti sui conti correnti degli italiani verso l’economia reale, restituendo alla finanza il suo ruolo originario.

Conclusioni

Ci si augura che i tempi per l’approvazione definitiva del DDL Capitali siano brevi e a quel punto, o nel frattempo, sarà importante scegliere le piattaforme che garantiscano rigorosa selezione delle opportunità d’investimento da parte di operatori in grado di valutare il potenziale di crescita dell’azienda e sostenibilità del suo modello di business: informazioni che devono essere disponibili per l’investitore, rese di facile lettura e comprensione per favorire un investimento informato e consapevole.

Lo stato delle Assicurazioni in Italia oggi

Un recente rapporto di Banca d’Italia sullo stato del settore assicurativo nel nostro Paese afferma che gli italiani si assicurano poco, nonostante i crescenti rischi climatici, per diverse ragioni, tra cui:

  • Scarsa educazione finanziaria: molti italiani non hanno una sufficiente conoscenza dei prodotti e dei servizi assicurativi e dei loro benefici;
  • Mancanza di chiarezza nei contratti assicurativi: i termini e le condizioni delle polizze sono spesso poco trasparenti e comprensibili, rendendo difficile la scelta e la comparazione delle offerte;Aspettative sull’intervento pubblico: molti italiani si affidano alla protezione dello Stato in caso di calamità naturali o eventi avversi, senza considerare che i fondi pubblici sono limitati e non sempre adeguati;
  • Sottostima del rischio: molti italiani non percepiscono la reale probabilità e gravità degli eventi dannosi che possono colpire le persone, i beni e le attività.

Le sfide del Fintech: la concorrenza con la finanza tradizionale

L’ultimo capitolo del nostro blog dedicato alle sfide del Fintech in Italia è quello relativo alla concorrenza con la finanza tradizionale, poiché gli operatori storici possono vantare una maggiore fiducia da parte dei clienti, una maggiore capillarità sul territorio e una maggiore capacità di offrire servizi integrati e personalizzati. Tuttavia, negli ultimi due anni è emerso un nuovo e importante fenomeno, la collaborazione tra la finanza tradizionale e le Fintech, con oltre 600 aziende attive nel settore. La collaborazione è vista come un modello che genera maggior valore e sinergie rispetto ai modelli alternativi, ed è alimentata dall'interesse dei principali protagonisti del settore verso le Fintech come fonte di innovazione tecnologica.

Le sfide del Fintech: La sicurezza informatica

Torniamo a parlare delle sfide che dovrà affrontare il fintech nei prossimi anni, tra queste la sicurezza informatica è un tema molto importante e urgente, attinente alla protezione dei dati e delle transazioni finanziarie che avvengono attraverso le tecnologie digitali. Alcuni dei principali rischi cyber che il fintech si trova a sfidare sono:

Le frodi online: si tratta di attività illecite che mirano a trarre in inganno i clienti o le aziende fintech per ottenere vantaggi finanziari. Queste attività possono includere phishing, spoofing, malware, ransomware, social engineering, ecc. Queste frodi possono causare perdite finanziarie, danneggiare la sicurezza delle transazioni e minare la fiducia dei clienti.

La non conformità: si tratta della mancata osservanza delle normative vigenti in materia di sicurezza informatica e protezione dei dati da parte delle aziende fintech. Queste normative possono variare a seconda del paese o della regione in cui operano le aziende fintech, e possono richiedere requisiti specifici come il Know Your Customer (KYC), il General Data Protection Regulation (GDPR), il Payment Services Directive 2 (PSD2), ecc. Questa non conformità può esporre le aziende fintech a sanzioni legali, multe e perdita di licenze.

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