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Investire nel Vino: Un Mercato in Crescita

Negli ultimi anni l’interesse economico sul vino è diventato sempre più popolare tra gli appassionati e gli investitori. Questo mercato offre non solo la possibilità di diversificare il proprio portafoglio, ma anche di godere di un bene tangibile e, in molti casi, di grande valore culturale.

Uno dei principali vantaggi di investire nel vino è la sua capacità di apprezzarsi nel tempo. I vini pregiati, in particolare quelli provenienti da regioni rinomate come Bordeaux e Borgogna in Francia e Toscana e Piemonte (in particolare Langhe) in Italia, possono vedere il loro valore aumentare significativamente con l’invecchiamento. Questo è dovuto alla rarità e alla qualità del prodotto, che diventano sempre più stimati con il passare degli anni.

Inoltre, il mercato del vino è relativamente stabile rispetto ad altri settori. Anche durante periodi di incertezza economica, la domanda di vini pregiati tende a rimanere costante, grazie alla loro reputazione di beni di lusso e alla crescente domanda da parte di collezionisti e appassionati in tutto il mondo.

Moneyfarm: Innovazione nella Gestione Patrimoniale Digitale

In occasione del lancio della nuova promo valida fino all’8 novembre, rivediamo le caratteristiche principali della piattaforma in partnership presente nella sezione invesimenti!

Moneyfarm è una piattaforma di gestione patrimoniale digitale fondata nel 2011 a Milano. Offre consulenza finanziaria indipendente e portafogli d’investimento diversificati e personalizzati in base agli obiettivi finanziari, alla situazione patrimoniale e alla propensione al rischio degli utenti. Gli investitori possono scegliere tra portafogli gestiti attivamente, che vengono regolarmente ribilanciati dal team di esperti di Moneyfarm, o portafogli a allocazione fissa diversificati basati su ETF. Con uffici a Londra, Milano e Cagliari, Moneyfarm è regolamentata dalla FCA nel Regno Unito e dalla CONSOB in Italia, garantendo un alto livello di sicurezza e trasparenza. La piattaforma è supportata da investitori come Allianz, Poste Italiane e Cabot Square Capital.

Vantaggi

Consulenza Indipendente: Moneyfarm non riceve commissioni dai prodotti che consiglia, garantendo così una consulenza imparziale e focalizzata sugli interessi del cliente.

Approfondimento sulla Riforma del Codice di Rischio d'Impresa: Gli Adempimenti per l'Adeguato Assetto Organizzativo

La riforma della crisi d'impresa (D.Lgs. n. 14/2019) ha introdotto una serie di misure volte a sensibilizzare gli organi di amministrazione e di controllo delle società, obbligandoli ad attuare procedure codificate per la rilevazione tempestiva della crisi d'impresa.
In particolare l'art. 2086 c.c. pone a carico dell'imprenditore che operi in forma societaria o collettiva:
 
– Il dovere di istituire un assetto organizzativo, amministrativo e contabile adeguato alla natura e alle dimensioni dell'impresa, anche in funzione della rilevazione tempestiva della crisi;
– Il dovere di attivarsi per l'adozione e l'attuazione di uno degli strumenti previsti dall'ordinamento per il superamento della crisi e il recupero della continuità aziendale;
– L'obbligo di mantenere adeguati assetti organizzativi, valutandone l'adeguatezza periodicamente.

La Revisione del Codice della Crisi d’Impresa: Un Passo Verso la Stabilità Economica

Il Consiglio dei ministri del 4 settembre ha approvato, in esame definitivo il Decreto Legislativo con disposizioni integrative e correttive al Codice della Crisi d’Impresa e dell’Insolvenza di cui al decreto legislativo del gennaio 2019, n. 14. Questa revisione rappresenta un’importante evoluzione nel panorama normativo italiano e mira a prevenire le crisi aziendali attraverso strumenti di allerta precoce e procedure semplificate, promuovendo una cultura di gestione proattiva.

Indicatori di crisi

Uno degli aspetti chiave della revisione è l’introduzione di indicatori di crisi, che permettono di identificare tempestivamente segnali di difficoltà finanziaria. Questi indicatori, basati su parametri economico-finanziari, sono strumenti fondamentali per monitorare la salute finanziaria di un’azienda e prevenire situazioni di insolvenza e consentono alle imprese di intervenire prima che la situazione diventi irreversibile.

Panoramica sull'Assicurazione Obbligatoria contro i Rischi Catastrofali

Con la L. 30 dicembre 2023, n. 213, la c.d. Legge di Bilancio per l'anno finanziario 2024 e di bilancio pluriennale per il triennio 2024-2026, il legislatore ha istituito un obbligo assicurativo contro i c.d. "rischi catastrofali". Tali rischi, ai sensi dell'art. 1 comma 101 della suddetta legge, sono quelli correlati al verificarsi di eventi quali sismi, alluvioni, frane, inondazioni ed esondazioni, mentre i beni che devono essere assicurati sono terreni, fabbricati, impianti, macchinari e, infine, attrezzature industriali e commerciali.

È dunque giunto il momento di mettersi in regola.

Chi sono i soggetti destinatari

Ai sensi dell'art. 1, comma 101, della L. n. 213/2023, i soggetti destinatari del citato obbligo assicurativo sono "le imprese con sede legale in Italia e le imprese aventi sede legale all'estero con una stabile organizzazione in Italia" tenute all'iscrizione nel registro delle imprese di cui all'art. 2188 c.c., vale a dire gli imprenditori che svolgono le attività di cui all'art. 2195 c.c., e tale obbligo assicurativo dovrà essere adempiuto entro il 31 dicembre 2024. Tuttavia, a norma dell'art. 1 comma 106 della L. n. 213/2023, sono escluse le imprese "i cui beni immobili risultino gravati da abuso edilizio o costruiti in carenza delle autorizzazioni previste, ovvero gravati da abuso sorto successivamente alla data di costruzione"; inoltre, anche le imprese agricole di cui all'art. 2135 c.c. non sono obbligate ad assicurarsi contro i rischi catastrofali, come precisato all'art. 1 comma 111 della L. n. 213/2023. Per quest'ultima tipologia di imprese, infatti, si applica la disciplina dell'art. 1, commi 515, e ss. della L. 30 dicembre 2021, n. 234, che prevede l'istituzione del "Fondo mutualistico nazionale per la copertura dei danni catastrofali meteoclimatici alle produzioni agricole causati da alluvione, gelo o brina e siccità".

Su Cosa Investono gli Italiani: Trend e Preferenze degli Investitori

L'investimento è diventato sempre più rilevante per gli italiani che cercano di proteggere e far crescere il proprio patrimonio nel contesto economico attuale. In questo articolo, esamineremo su cosa investono principalmente gli italiani, esplorando i trend emergenti e le preferenze degli investitori nel panorama finanziario nazionale.

Investimenti Immobiliari

Gli investimenti immobiliari rimangono una scelta popolare tra gli italiani, che spesso vedono l'acquisto di proprietà come un modo affidabile per diversificare il proprio portafoglio e garantire una fonte di reddito stabile nel lungo termine. Le case, gli appartamenti e le proprietà commerciali continuano ad essere ambiti dagli investitori italiani (si parla di un 23%), sia per l'uso personale che per il reddito da locazione. Le migliori asset class immobiliari in Italia includono gli uffici che rimangono attraenti soprattutto nelle grandi città; la logistica grazie alla crescente domanda di spazi da dedicare all’e-commerce; il residenziale e l’hospitality, ma anche il settore retail per le proprietà di alta qualità.

Titoli di Stato e Obbligazioni

I titoli di Stato italiani e le obbligazioni corporate rappresentano un'altra opzione di investimento popolare per gli italiani che cercano una combinazione di sicurezza e rendimento. Questi strumenti finanziari offrono un modo relativamente sicuro per investire i propri risparmi, con un reddito garantito, facilità di gestione e un basso rischio di perdita di capitale. Nel 2023 le obbligazioni, sia quelle di nuova emissione che quelle stagionate, sono tornate a offrire rendimenti interessanti. Gli obbligazionisti sono passati dal 23% del 2022 al 24% del 2023 e la quota di ricchezza finanziaria investita è risalita dal 23 al 28%.

Fondi Comuni d'Investimento

I fondi comuni d'investimento (FCI) stanno guadagnando popolarità tra gli investitori italiani che cercano una maggiore diversificazione e una gestione professionale del portafoglio. I FCI offrono agli investitori l'opportunità di partecipare a una vasta gamma di mercati e asset, dai mercati azionari internazionali alle obbligazioni aziendali, consentendo loro di beneficiare della competenza e dell'esperienza dei gestori del fondo, a fronte di una commissione ragionevole.

Dell’universo dei fondi comuni in Italia fanno parte anche i fondi pensione, che sono gli strumenti attraverso i quali molti lavoratori dipendenti hanno accesso alla pensione integrativa o complementare, cioè quella che riceveranno in aggiunta alla pensione derivante dai contributi obbligatori per legge. In Italia nel 2023 i FCI rappresentano circa il 29%.

Investimenti in Borsa

La borsa italiana, insieme ai mercati azionari internazionali, attrae sempre più gli investitori italiani che cercano rendimenti potenzialmente elevati. Azioni di società italiane e internazionali, ETF e altri strumenti finanziari negoziati in borsa offrono agli investitori l'opportunità di sfruttare le fluttuazioni dei mercati finanziari per ottenere profitti a breve e lungo termine. Si tratta, comunque, di investitori esperti e in misura minore di speculatori con un orientamento al profitto alto e con l’inclinazione ad attendere i risultati. Il numero di coloro che investono in Borsa è aumentato rispetto al 2016, ma è una quota comunque limitata (9,3%) nel 2023, pressoché in linea con il 2022 (9,9%) e in salita rispetto al 2021 (7%)

Criptovalute e Investimenti Alternativi

Negli ultimi anni, c'è stata una crescente curiosità e interesse per le criptovalute e altri investimenti alternativi tra gli italiani. Bitcoin, Ethereum e altre criptovalute hanno attirato l'attenzione degli investitori alla ricerca di rendimenti elevati e di opportunità di investimento innovative al di fuori dei tradizionali mercati finanziari. Alla fine del terzo trimestre del 2023, coloro che hanno effettuato operazioni in valute virtuali detengono un portafoglio complessivo di 911,76 milioni di euro, anche se questo valore è in netto calo rispetto al trimestre precedente (-32%). I millenials (18-29 anni) sono i soggetti più interessati (38 %) seguiti a debita distanza dai clienti tra i 30 e i 49 anni (28%), ma in linea di massima, secondo dati della BCE, in modo trasversale, è la fascia di popolazione più abbiente che investe in crypto.

Investimenti ESG

Un numero crescente di investitori italiani sta anche considerando i fattori ambientali, sociali e di governance (ESG) nei criteri di investimento. Gli investimenti ESG mirano a promuovere la sostenibilità e l'impatto sociale positivo, investendo in aziende che si impegnano a rispettare determinati standard ambientali, sociali ed etici. Quindi si può dire che coloro che investono in ESG lo fanno essenzialmente per due motivi: allineare gli investimenti ai valori personali e creare un portafoglio diversificato e robusto, che consente anche di resistere al cambiamento climatico, ridurre al minimo i rischi extra-finanziari e individuare grandi opportunità. Sebbene rispetto alle altre forme di investimento gli ESG rappresentano ancora una percentuale minima, che non arriva neanche al 10%, studi recenti dimostrano che fra gli italiani positivi sugli investimenti ESG, il 65% è disponibile a investire nell’agroalimentare, in particolare, il 43% dei risparmiatori predilige il settore vinicolo e, a seguire, l’ortofrutticolo e il latteo-caseario entrambi al 33%.

Conclusione

Gli italiani hanno una vasta gamma di opzioni di investimento a loro disposizione, che spaziano dai tradizionali investimenti immobiliari e obbligazionari agli investimenti più innovativi come le criptovalute e gli investimenti ESG. Comprendere i trend e le preferenze degli investitori italiani è fondamentale per sviluppare strategie di investimento efficaci e costruire portafogli diversificati che possano soddisfare le esigenze finanziarie e gli obiettivi di lungo termine degli investitori nel contesto economico attuale.

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