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RC Auto, rincari record e differenze di prezzo sempre più forti

Il 2026 si conferma un anno di forti tensioni per il mercato RC Auto. I premi continuano a crescere a ritmi superiori all’inflazione e raggiungono nuovi massimi storici, spinti da un mix di fattori fiscali, tecnologici e macroeconomici.

Nel primo trimestre dell’anno, secondo i dati dell’Osservatorio Segugio.it il premio medio RC Auto sale a 485,86 euro, con un incremento del 9,1% rispetto allo stesso periodo del 2025. Il dato supera il precedente record del quarto trimestre 2025, quando la media si era attestata a 481,06 euro.

Parallelamente, l’IVASS rileva a gennaio 2026 un aumento annuo del 4,38%, in un contesto in cui l’inflazione generale resta intorno all’1%. Nel biennio 2024‑2025 i premi erano già cresciuti dell’11,5%, delineando una tendenza che non accenna a rallentare.

Gestione sinistri: la rivoluzione silenziosa che sta cambiando l’assicurazione italiana

La gestione dei sinistri è il punto più critico della relazione tra cliente e compagnia. Ed è proprio qui che, negli ultimi anni, si sta concentrando la trasformazione più profonda del settore assicurativo italiano. Digitalizzazione, intelligenza artificiale e nuovi modelli operativi stanno ridisegnando un processo che per decenni è rimasto quasi immutato.

Meno reclami e tempi più rapidi: i primi risultati concreti

I dati più recenti mostrano un miglioramento misurabile: i reclami relativi ai sinistri sono in calo e i tempi medi di risposta si stanno stabilizzando sotto i 25 giorni.

La digitalizzazione dei touchpoint — denuncia online, upload documenti, tracciamento in tempo reale — ha ridotto attriti e incertezze, migliorando la percezione di trasparenza e affidabilità.

Le ricerche di settore mostrano che il cliente vuole velocità, ma non a scapito della relazione.

Startup fintech e pagamenti A2A: il nuovo motore dell'ecosistema dei pagamenti digitali

Negli ultimi anni il settore dei pagamenti sta vivendo una trasformazione che non è semplicemente tecnologica, ma strutturale. L’ascesa dei pagamenti account‑to‑account (A2A) – trasferimenti diretti da un conto bancario a un altro, senza passare per circuiti tradizionali come carte o wallet intermedi – sta ridisegnando le logiche competitive e aprendo spazi che le startup fintech stanno occupando con sorprendente rapidità. Startup che stanno rafforzando la propria posizione attraverso sinergie con partner industriali e finanziari, dimostrando capacità di adattamento e resilienza.

I pagamenti account‑to‑account non sono una novità in senso stretto, ma lo è il modo in cui oggi possono essere integrati nei processi digitali. Le ragioni della loro crescente adozione sono chiare:

  • Costi più bassi: eliminando gli intermediari tradizionali, le commissioni si riducono sensibilmente.
  • Velocità: con l’instant payment, il trasferimento è immediato, un vantaggio enorme per e‑commerce, utility e servizi digitali.
  • Maggiore controllo: negozi e piattaforme possono gestire l’intero pagamento dall’inizio alla fine, riducendo problemi come contestazioni e altri rischi legati alla transazione.
  • Esperienze utente più fluide: grazie all’open banking, l’autorizzazione del pagamento può avvenire in pochi tap, senza inserire dati sensibili.

AI e banche: come i modelli linguistici proprietari stanno rivoluzionando il fintech

Negli ultimi mesi il fintech europeo – e in particolare quello italiano – sta vivendo una trasformazione profonda. L’attenzione si sta spostando dai grandi modelli generalisti alle AI verticali, progettate per rispondere alle esigenze di settori regolamentati come quello bancario.

In questo scenario emergono startup che sviluppano modelli linguistici proprietari, capaci di comprendere la terminologia finanziaria, rispettare i vincoli normativi e operare in ambienti ad alta sensibilità dei dati.

Tra queste realtà spicca BankGPT, creato dalla startup italiana FairMind, considerato il primo Small Language Model europeo dedicato al banking. Un progetto che sta attirando l’attenzione di istituti e investitori perché rappresenta un cambio di paradigma: non più AI “universali”, ma strumenti costruiti su misura per le banche.

BankGPT: il caso italiano che sta facendo scuola

BankGPT nasce con un obiettivo preciso: offrire alle banche un modello linguistico che parli la loro lingua, comprenda i loro processi e rispetti i loro vincoli.

È integrato nella piattaforma FairMind Studio, che permette di orchestrare agenti AI e automatizzare attività complesse come l’analisi documentale, la generazione di report regolamentari o il supporto agli operatori nei processi di compliance.

Sovranità digitale: una sfida cruciale per le PMI che lavorano nel digitale

Negli ultimi anni si sente parlare sempre più spesso di sovranità digitale. Può sembrare un concetto astratto, o puramente tecnologico, ma in realtà riguarda da vicino la vita quotidiana delle imprese italiane, un vero e proprio pilastro strategico per la competitività, la sicurezza e l’autonomia delle organizzazioni, soprattutto quelle piccole e medie che lavorano con il digitale.

La sovranità digitale indica la capacità di un Paese, di un’organizzazione o di un individuo di controllare i propri dati, le proprie infrastrutture digitali e le tecnologie critiche da cui dipende.

Include tre dimensioni principali:

Sovranità dei dati: sapere dove risiedono, chi li gestisce, chi può accedervi.

Sovranità tecnologica: ridurre la dipendenza da piattaforme e fornitori extra-UE.

Sovranità operativa: capacità di mantenere continuità e sicurezza anche in scenari geopolitici complessi.

L’Unione Europea ha accelerato su questo fronte con normative come GDPR, NIS2, Data Governance Act, AI Act, spingendo le imprese verso una maggiore responsabilità nella gestione.

Fintech for Good: la spinta che sta cambiando la finanza in Italia

Il fintech sta vivendo una fase di grande trasformazione. Non è più soltanto sinonimo di pagamenti digitali, app bancarie evolute o investimenti automatizzati. Sempre più spesso, infatti, la tecnologia finanziaria viene utilizzata per generare un impatto positivo sulla società. È qui che entra in gioco il Fintech for Good, un approccio che unisce innovazione, sostenibilità e inclusione.

In Italia questo fenomeno sta crescendo rapidamente, spinto da nuove esigenze sociali, da un ecosistema fintech più maturo e da una crescente attenzione verso i temi ESG.

Perché il Fintech for Good sta guadagnando terreno

Tre fattori stanno contribuendo in modo decisivo alla sua diffusione:

Normative europee più stringenti: la finanza sostenibile non è più un’opzione, ma un requisito. Le aziende devono essere trasparenti e dimostrare il proprio impatto.

Ecosistema fintech in evoluzione: startup e scaleup italiane sono oggi più solide, più specializzate e più orientate a modelli di business responsabili.

Domanda crescente di prodotti etici: consumatori e investitori, soprattutto giovani, cercano soluzioni che uniscano convenienza e valore sociale.

Il risultato è un contesto favorevole allo sviluppo di servizi finanziari che non si limitano a essere efficienti, ma che contribuiscono attivamente al benessere collettivo.

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